Un Nuovo Approccio alla Gravità Quantistica: Unificazione con il Modello Standard

Introduzione

Per decen­ni, l’u­ni­fi­ca­zio­ne del­la gra­vi­tà con le altre for­ze fon­da­men­ta­li del­la natu­ra (elet­tro­ma­gne­ti­ca, nuclea­re debo­le e nuclea­re for­te) è sta­ta una del­le sfi­de più gran­di del­la fisi­ca teo­ri­ca. Men­tre il Model­lo Stan­dard descri­ve con suc­ces­so le ulti­me tre for­ze uti­liz­zan­do la mec­ca­ni­ca quan­ti­sti­ca e la teo­ria di cam­po quan­ti­sti­ca con sim­me­trie uni­ta­rie fini­te e com­pat­te, la gra­vi­tà, descrit­ta dal­la rela­ti­vi­tà gene­ra­le, si basa su sim­me­trie del­lo spa­zio-tem­po che sono non com­pat­te e infi­ni­te-dimen­sio­na­li. Que­sta dif­fe­ren­za fon­da­men­ta­le ha reso estre­ma­men­te dif­fi­ci­le crea­re una teo­ria coe­ren­te del­la gra­vi­tà quan­ti­sti­ca che sia anche “rinor­ma­liz­za­bi­le”, ovve­ro una teo­ria dove le pre­di­zio­ni quan­ti­sti­che (cal­co­la­te tra­mi­te i dia­gram­mi di loop di Feyn­man) non risul­ti­no in infi­ni­ti incontrollabili.

Un recen­te lavo­ro pub­bli­ca­to su IOP­scien­ce, inti­to­la­to “Gra­vi­ty gene­ra­ted by four one-dimen­sio­nal uni­ta­ry gau­ge sym­me­tries and the Stan­dard Model” e scrit­to da Mik­ko Par­ta­nen e Juk­ka Tulk­ki del­l’Aal­to Uni­ver­si­ty, pro­po­ne un nuo­vo approc­cio rivo­lu­zio­na­rio per affron­ta­re que­sto pro­ble­ma. Gli auto­ri pre­sen­ta­no una nuo­va teo­ria di gau­ge del­la gra­vi­tà, chia­ma­ta gra­vi­tà uni­fi­ca­ta, che cer­ca di supe­ra­re que­ste incom­pa­ti­bi­li­tà uti­liz­zan­do sim­me­trie com­pat­te e fini­te-dimen­sio­na­li, in modo simi­le a come sono for­mu­la­te le inte­ra­zio­ni fon­da­men­ta­li del Model­lo Standard.

Il Cuore della Gravità Unificata: Il Campo di Dimensione Spazio-Temporale e le Simmetrie U(1)

La chia­ve di que­sta nuo­va for­mu­la­zio­ne risie­de nel­l’in­tro­du­zio­ne del con­cet­to di cam­po di dimen­sio­ne spa­zio-tem­po­ra­le. Que­sto ogget­to geo­me­tri­co, defi­ni­to all’in­ter­no di una rap­pre­sen­ta­zio­ne a otto-spi­no­ri (un for­ma­li­smo svi­lup­pa­to in pre­ce­den­ti lavo­ri per l’e­let­tro­di­na­mi­ca quan­ti­sti­ca — QED), per­met­te di estrar­re quan­ti­tà qua­dri­di­men­sio­na­li del­lo spa­zio-tem­po da uno spa­zio a otto dimensioni.

La vera novi­tà è che le sim­me­trie di que­sta nuo­va teo­ria di gau­ge del­la gra­vi­tà non sono asso­cia­te ai cam­pi fer­mio­ni­ci o al cam­po di Higgs come nel Model­lo Stan­dard, ma a quat­tro sim­me­trie U(1) dei com­po­nen­ti del cam­po di dimen­sio­ne spa­zio-tem­po­ra­le. Que­ste sim­me­trie U(1) del­la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta ope­ra­no in modo ana­lo­go alle tra­sfor­ma­zio­ni di fase abe­lia­ne del­la QED. Le sim­me­trie del cam­po di dimen­sio­ne spa­zio-tem­po­ra­le for­ma­no una gerar­chia sepa­ra­ta rispet­to alle sim­me­trie del Model­lo Standard.

Dal­le varia­zio­ni del­l’a­zio­ne rispet­to ai para­me­tri di que­ste quat­tro sim­me­trie U(1), emer­ge diret­ta­men­te il ten­so­re ener­gia-stress-quan­ti­tà di moto (SEM) come ter­mi­ne sor­gen­te del­la gra­vi­tà. Que­sto approc­cio alla deri­va­zio­ne del ten­so­re SEM è fon­da­men­tal­men­te diver­so dal­la deri­va­zio­ne con­ven­zio­na­le basa­ta sul­la varia­zio­ne del­la den­si­tà di Lagran­gia­na rispet­to alle coor­di­na­te spazio-temporali.

La Metrica e la Relazione con le Teorie Esistenti

Nel­la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta, il ten­so­re metri­co non è defi­ni­to a prio­ri come il cam­po fon­da­men­ta­le (come nel­la rela­ti­vi­tà gene­ra­le), ma entra nel­la teo­ria attra­ver­so con­di­zio­ni geo­me­tri­che. Gli auto­ri mostra­no come una di que­ste con­di­zio­ni geo­me­tri­che, che dipen­de dal cam­po di gau­ge del­la gra­vi­tà e vie­ne chia­ma­ta “Wei­tzen­böck gau­ge fixing”, por­ti alla deri­va­zio­ne del­l’e­qui­va­len­te tele­pa­ral­le­lo del­la rela­ti­vi­tà gene­ra­le nel­la gau­ge di Wei­tzen­böck (TEGRW). Ciò dimo­stra che la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta è in per­fet­to accor­do con le note equa­zio­ni di cam­po non linea­ri del­la rela­ti­vi­tà gene­ra­le a livel­lo classico.

Tut­ta­via, la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta per­met­te anche una con­di­zio­ne geo­me­tri­ca indi­pen­den­te dal cam­po di gau­ge del­la gra­vi­tà, che por­ta a una descri­zio­ne esat­ta del­la gra­vi­tà nel­la metri­ca di Min­ko­w­ski. Que­sta for­mu­la­zio­ne, chia­ma­ta UGM (Uni­fied Gra­vi­ty in Min­ko­w­ski metric), è par­ti­co­lar­men­te inte­res­san­te per­ché la metri­ca di Min­ko­w­ski è il pun­to di par­ten­za natu­ra­le per la quan­tiz­za­zio­ne del­le interazioni.

Verso una Teoria Quantistica Rinormalizzabile

Uno dei risul­ta­ti più signi­fi­ca­ti­vi del lavo­ro riguar­da la quan­tiz­za­zio­ne del­la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta. Ana­lo­ga­men­te alle teo­rie di gau­ge del Model­lo Stan­dard, la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta è sog­get­ta a quan­tiz­za­zio­ne, con i suoi quan­ti (i gra­vi­to­ni) che sono boso­ni ten­so­ria­li di spin‑2.

Gli auto­ri pre­sen­ta­no le rego­le di Feyn­man per la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta nel for­ma­li­smo UGM, con­sen­ten­do così di ese­gui­re cal­co­li di teo­ria di cam­po quan­ti­sti­ca. Cru­cial­men­te, stu­dia­no la rinor­ma­liz­za­bi­li­tà e le cor­re­zio­ni radia­ti­ve del­la teo­ria al pri­mo ordi­ne di loop. Con­tra­ria­men­te alle pre­ce­den­ti teo­rie di gau­ge del­la gra­vi­tà, mostra­no che tut­ti gli infi­ni­ti incon­tra­ti nei cal­co­li dei dia­gram­mi di loop pos­so­no esse­re assor­bi­ti tra­mi­te la ride­fi­ni­zio­ne di un pic­co­lo nume­ro di para­me­tri del­la teo­ria, nel­lo stes­so modo in cui avvie­ne nel­le teo­rie di gau­ge del Model­lo Standard.

Que­sto risul­ta­to è sup­por­ta­to da due argo­men­ti principali:

  1. Il costan­te di accop­pia­men­to del­la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta risul­ta esse­re adi­men­sio­na­le. Le teo­rie con costan­ti di accop­pia­men­to con dimen­sio­ne di mas­sa nega­ti­va sono tipi­ca­men­te non rinor­ma­liz­za­bi­li (come la gra­vi­tà con­ven­zio­na­le o la teo­ria ori­gi­na­le di Fer­mi del­l’in­te­ra­zio­ne debo­le), men­tre quel­le con costan­ti adi­men­sio­na­li o con dimen­sio­ne di mas­sa posi­ti­va sono rinor­ma­liz­za­bi­li o super-rinormalizzabili.
  2. La gra­vi­tà uni­fi­ca­ta sod­di­sfa la sim­me­tria BRST (Becchi–Rouet–Stora–Tyutin). Que­sta sim­me­tria glo­ba­le assi­cu­ra che l’in­tro­du­zio­ne dei cam­pi gho­st di Faddeev–Popov per il gau­ge fixing non rom­pa le sim­me­trie di gau­ge e che la teo­ria sia con­si­sten­te a ogni ordi­ne di loop, sup­por­tan­do la rinormalizzabilità.

Nel con­te­sto quan­ti­sti­co, il prin­ci­pio di equi­va­len­za di Ein­stein vie­ne for­mu­la­to richie­den­do che i valo­ri rinor­ma­liz­za­ti del­le mas­se iner­zia­li e gra­vi­ta­zio­na­li sia­no ugua­li. Que­sto è un aspet­to del regi­me quan­ti­sti­co che è ovvia­men­te assen­te negli stu­di pre­ce­den­ti sul prin­ci­pio di equi­va­len­za. Le mas­se “nude” (bare) pos­so­no esse­re diver­se, ma non sono osser­va­bi­li sperimentalmente.

Correzioni Radiative e Potenziali Classici

Gli auto­ri pre­sen­ta­no anche esem­pi di cal­co­li di cor­re­zio­ni radia­ti­ve, come quel­le al poten­zia­le di Cou­lomb, al poten­zia­le new­to­nia­no, e al momen­to magne­ti­co ano­ma­lo del­l’e­let­tro­ne. Que­sti cal­co­li dimo­stra­no come la teo­ria rinor­ma­liz­za­ta pos­sa esse­re uti­liz­za­ta per otte­ne­re pre­di­zio­ni fisi­ca­men­te significative.

Ad esem­pio, il cal­co­lo poten­zia­le di inte­ra­zio­ne gra­vi­ta­zio­na­le tra due elet­tro­ni nel limi­te non rela­ti­vi­sti­co, uti­liz­zan­do le rego­le di Feyn­man del­la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta, por­ta alla leg­ge di gra­vi­ta­zio­ne di New­ton. Simil­men­te al caso elet­tro­ma­gne­ti­co, dove la costan­te di strut­tu­ra fine elet­tri­ca deter­mi­na la for­za, nel­la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta vie­ne defi­ni­ta una costan­te di strut­tu­ra fine gra­vi­ta­zio­na­le. Il suo valo­re nume­ri­co carat­te­riz­za la debo­lez­za del­l’in­te­ra­zio­ne gra­vi­ta­zio­na­le rispet­to alle for­ze del Model­lo Standard.

Conclusione

La gra­vi­tà uni­fi­ca­ta rap­pre­sen­ta un approc­cio pro­met­ten­te per uni­fi­ca­re la gra­vi­tà con il Model­lo Stan­dard. Rifor­mu­lan­do la gra­vi­tà come una teo­ria di gau­ge basa­ta su sim­me­trie com­pat­te e fini­te-dimen­sio­na­li, in modo ana­lo­go alle altre for­ze fon­da­men­ta­li, e intro­du­cen­do il cam­po di dimen­sio­ne spa­zio-tem­po­ra­le, que­sta teo­ria offre un qua­dro mate­ma­ti­co coerente.

Il risul­ta­to del­la rinor­ma­liz­za­bi­li­tà al pri­mo ordi­ne di loop, uni­to alla costan­te di accop­pia­men­to adi­men­sio­na­le e alla sim­me­tria BRST, sug­ge­ri­sce for­te­men­te che la gra­vi­tà uni­fi­ca­ta potreb­be for­ni­re la base per una teo­ria com­ple­ta e rinor­ma­liz­za­bi­le del­la gra­vi­tà quan­ti­sti­ca. Anche se la pro­va com­ple­ta del­la rinor­ma­liz­za­bi­li­tà a tut­ti gli ordi­ni di loop rima­ne un argo­men­to di lavo­ri futu­ri, que­sto lavo­ro segna un pas­so signi­fi­ca­ti­vo ver­so la riso­lu­zio­ne del­la sfi­da di uni­re le quat­tro inte­ra­zio­ni fon­da­men­ta­li del­la natu­ra in un uni­co qua­dro teorico.